È stato un appuntamento dedicato all’automobile storica più autentica quello che domenica 27 settembre ha portato oltre cinquanta vetture al Castello di Meano, nel cuore della Bassa Bresciana, per la nona edizione del Concorso d’Eleganza organizzato dal Club Auto&Moto Storiche MEAUTO ASD insieme al Rotary Club Brescia-Meano delle Terre Basse. Inserito nel calendario nazionale di Ruote nella Storia di ACI Storico, il concorso ha confermato una formula ormai ben riconoscibile, capace di unire automobili, dimore storiche e territorio in una giornata dal carattere piacevolmente conviviale.
Dal Castello di Meano le vetture hanno raggiunto il Castello di Padernello, per poi concludere la giornata a Palazzo Feltrinelli di Gerolanuova, dove si sono svolte la sfilata e le premiazioni. Un percorso che ha dato alle automobili il contesto che meritano, alternando la bellezza delle vetture a quella, meno celebrata ma non meno affascinante, delle architetture storiche della Bassa.
Il livello della selezione 2026 è stato particolarmente interessante. Fra le protagoniste si sono viste una rara Fiat 519 Garavini del 1923, una Leone 1100 Sport del 1948, una Renault Dauphine Gordini del 1958, una Fiat 1100 TV Zagato del 1957 e una bellissima Itala 65 Sport del 1930, oltre ad alcune presenze di particolare interesse storico, come l’Alfa Romeo Giulia Sprint GT preserie del 1963, rimasta nelle mani dello stesso proprietario, e una elegante Alfa Romeo 1750 Spider Veloce America del 1969. Notevoli anche le inglesi, con una bellissima Jaguar XK120, e il gruppo delle Porsche 911.
A catturare l’attenzione della giuria è stata in particolare la Maserati A6GCS del 1953 di Igor Zanisi, esemplare notevole anche per l’importante livello di originalità conservato. Una vettura che incarna perfettamente il fascino delle sportive italiane degli anni Cinquanta: essenziale, bassa, aggressiva e ancora profondamente legata a quel mondo delle competizioni che ha contribuito a costruire il mito del Tridente.
Il titolo di Best of Show è stato assegnato alla Maserati A6GCS e alla Ferrari F355 Spider. Un accostamento certamente curioso, che mette idealmente a confronto due epoche molto diverse della storia della sportiva italiana: da una parte una barchetta degli anni Cinquanta, espressione quasi primordiale dell’automobile da competizione; dall’altra una delle Ferrari V8 più rappresentative degli anni Novanta. Se il riconoscimento alla Maserati appare particolarmente naturale per storia, rarità e contenuto collezionistico, quello alla F355 può invece suscitare qualche perplessità, soprattutto considerando l’elevato livello di alcune delle vetture storiche presenti.
Al di là dei premi, è proprio questa la forza del Concorso d’Eleganza di Meano: una manifestazione che, senza cercare inutilmente di imitare i grandi concorsi internazionali, ha saputo costruire una propria identità. Portare le automobili storiche fuori dai consueti spazi espositivi e inserirle nel paesaggio, nelle corti e nelle architetture della provincia bresciana restituisce loro una dimensione più autentica, fatta non soltanto di collezionismo ma anche di cultura e territorio.
In questa direzione va anche il progetto “Auto d’epoca: a scuola di restauro”, sostenuto dalla manifestazione, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alle competenze artigianali necessarie per conservare questo patrimonio. Un modo concreto per ricordare che, prima ancora di essere oggetti da concorso, queste automobili sono testimonianze di una cultura tecnica e artigianale che vale la pena continuare a tramandare.


