Concorso Villa d’Este 2026 – II

Con questo secondo articolo andiamo invece a vedere quelle che sono state, classe per classe, le auto più interessanti. Prima della carrellate con le vetture del concorso, una citazione d’obbligo all’eccezionale Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este in apertura d’articolo, esemplare di proprietà dell’hotel e sempre elegantissima.

Ecco invece la nostra personale (in rosso) versione dei vincitori 2026:

COPPA D’ORO Mercedes 300 SL Roadster

TROFEO BMW GROUP BMW 328 Bugelfalte

BEST OF SHOW PRE-WAR: BMW 328 Bugelfalte

BEST OF SHOW POSTWAR: Ferrari 375 MM


CLASSE A Automotive Tailoring: The Decade of Opulence, 1924-1934

La più classica tra quelle presenti al concorso, con alcune magnifiche vetture anni ’20 e ’30. Notevole la Rolls Royce Silver Ghost america con un’elegante e sportiva carrozzeria nera e argento, un bel sedile della suocera e ricchi interni di un rosso vissuto. Molto interessanti anche la Cadillac V16 e l’inglesissima Rolls Royce Phanm II. L’unica che si poteva giocare la classe con la Silver Ghost era sicuramente la Delage D8, con interni in coccodrilo e una serie di impressionanti prese d’aria su tutto il cofano e il fondo della carrozzeria. Ovviamente adornata dalla splendida Victoire di Lalique.

CLASS WINNER: Delage D8 Chapron

MENTION OF HONOUR: Cadillac V16 fleetwood

CLASS WINNER: Rolls-Royce Silver Ghost

MENTION OF HONOUR: Delage D8 Chapron


CLASSE BFuture Couture: Dressed For Speed, 1935–1939

Ecco una classe da cui ci saremmo aspettati qualcosa in più, viste le premesse: sicuramente con auto di grandissimo pregio -su tutte la 540K, una delle sole dieci con carrozzeria Spezial Coupe- non abbiamo però trovato un’auto che ci lasciasse completamente sbalorditi. Pensavamo potesse essere la Bentley carrozzata da Vesters and Neirinck, ma dal vivo perdeva una parte della fredda eleganza che trasmette come disegno. Occorre ovviamente citare la Bugatti 57 C Aravis, rarissima e velocissma, ma che non ci ha mai convinto come proporzioni, specialemente nel frontale. Vincitrice però non può che essere la BMW 328, vista la sua unicità, il suo incredbile passato sportivo e il suo ruolo storico.

CLASS WINNER: BMW 328 Bugelfalte

MENTION OF HONOUR: Mercedes-Benz 540k Spezial Coupe

CLASS WINNER: BMW 328 Bugelfalte

MENTION OF HONOUR: Bentley Derby


CLASSE CViva Villa d’Este: Extravagant 1950s Style

Classe davvero bellissima, in cui a difficoltà abbiamo potuto scegliere le nostre preferite. Le due Ferrari erano entrambe semplicemente magnifiche, ma non abbiamo potuto che eleggere a vincitrice l’ultima Ghia realizzata con meccanica di Maranello, cui è giustamente andato anche il premio “il canto del motore”. Notevoli anche la Flaminia Sport -rigorosamente con i fari coperti- e l’Alfa 1900 C SSZ, ulteriore testimonianza del genio Zagato negli anni ’50. Oltre a una bellissima Siata, non possiamo non citare la Pegaso, nella classica carrozzeria di Touring.

CLASS WINNER: Ferrari 212 coupe speciale Ghia

MENTION OF HONOUR: Cadillac Eldorado Brougham

CLASS WINNER: Ferrari 375 MM

MENTION OF HONOUR: Ferrari 212 coupe speciale Ghia


CLASSE D – The Top Goes Down, The Price Goes Up: Selling Sunshine

Qua si è voluto esagerare, coprire quattro decenni di automobili con il minimo comune denominatore del tetto aperto, generando paragoni improbabili. Cosa può accumunare una 300B e una Testarossa? Sebbene la 507 (unica con carrozzeria perlescente Silberfisch attualmente conservata) e la V8 fossero molto interessanti, il premio è andato alle due magnifiche Ferrari. E siccome per battere un Superamerica ci vuole qualcosa di eccezionale, solo la Testarossa di Gianni Agnelli -già a Villa d’este qualche anno fa- è riuscita ad aggiudicarci il nostro primo premio.

CLASS WINNER: BMW 507

MENTION OF HONOUR: Ferrari 400 Superamerica SWB

CLASS WINNER: Ferrari Testarossa

MENTION OF HONOUR: Ferrari 400 Superamerica


CLASSE EThey Earned Their Names: Enzo’s Endurance Legends

Sicuramente la classe regina del concorso. Semplicemente un’auto più bella dell’altra. Davvero un ottimo lavoro nel congiungere un livello così alto di vetture di Maranello. Siamo rimasti in parte delusi dalla 375 Plus, un auto che sognavamo di vedere da anni dopo aver letto un articolo su Octane, proprio su questa vettura; la vista dall’alto è però una delle più belle tra le vetture post-war. Siamo rimasti invece molto colpiti dall’altra Ferrari che non avevamo mai visto dal vivo: la bellissima 250 GT Zagato, nello specifico l’unico esemplare con fari coperti. Emozionante durante la parata l’intervento del figlio del proprietario, con la coppa vinta dal padre nel campionato italiano del ’57. La 250 SWB, esmeplare venduto una decina di anni fa proprio qui a Villa d’Este, era semplicemente stupenda in grigio fucile, mentre la GTO blu, uno dei barn find più famosi del secolo scorso, vantava certamente la linea più elegante e sinuosa anche in questa combattutissima classe.

Ultima, prima del vincitore, la 250 Tour de France, sfortunatamente una delle Ferrari meno considerate in quegli anni, ma sicuramente tra le più belle, anzi forse la massima espressione delle GT anni ’60: elegante, solida, molto muscolosa. Vince invece la straordinaria 250 MM di Vignale, assolutamente un gioiello con il cruscotto adagiato direttamente nella carrozzeria e una linea che solo Ferrari e Vignale potevano vantare negli anni ’50.

CLASS WINNER: Ferrari 250 GT Zagato

MENTION OF HONOUR: Ferrari 250 GTO

CLASS WINNER: Ferrari 250 MM

MENTION OF HONOUR: Ferrari 250 GT Zagato


CLASSE FEvery Scratch Tells A Story: Ageing Gracefully Without Restoration

Un’altra classe dove vale tutto, tra cui spiccava sicuramente una bellissima FIAT 8V, senza alcun dubbio una delle più belle creazioni della casa torinese. Notevole anche una 300 SL, a sorpresa vincitrice della Coppa d’Oro, con diversi accessori originali oltre al rarissimo hard-top. Interesante, ma esclusivamente in senso filologico, la Monteverdi Palm Beach, mentre grande successo di pubblico hanno riportato la Mangusta e la Cobra.

CLASS WINNER: De Tomaso Mangusta

MENTION OF HONOUR: Shelby Cobra 289

CLASS WINNER: Fiat 8V Zagato

MENTION OF HONOUR: Mercedes 300SL


CLASSE GFrom Carnaby Street To The Autostrada: The Swinging GT Driver

La grande attenzione di cui gode la Miura in questo periodo viene riflesso dal successo in questa classe, subito seguita dall’auto cui aveva rubato la scena negli anni ’60, segnando il passaggio dalla GT alla Supercar. Ci sono invece parse più interessanti l’unica DB5 con motore V8 realizzata da Aston Martin, per poter testare il motore che avrebbe poi mosso la DBS, e la sempre bellissima Bizzarrini 5300 GT, in un bell’azzurro.

CLASS WINNER: Lamborghini Miura SV

MENTION OF HONOUR: Ferrari 275 GTB

CLASS WINNER: Aston Martin DB5 V8

MENTION OF HONOUR: Bizzarrini 5300 GT


CLASSE HThe Pace Race: The Supercar Comes of Age

In quest’ultima classe, e ci sforziamo di non pensarla come una sottrazione di spazio a qualche auto anni ’30 in più, il vincitore non poteva che essere la Volkswagen, un esemplare raro oltre misura, oggi di proprietà della famiglia Piech e usato direttamente a Nardò, davvero un’auto interessante. Notevoli ovviamente anche le altre partecipanti, su tutte la bellissima zonda C12, ma non possiamo che chiederci perché questa classe non venga spostata a Villa La Massa, dove da qualche anno il Concorso organizza un evento dedicato alle yougtimer…

CLASS WINNER: Volkswagen W12 Nardò

MENTION OF HONOUR: Bugatti EB110 GT

CLASS WINNER: Volkswagen W12 Nardò

MENTION OF HONOUR: Pagani Zonda C12 S


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