Concorso Villa d’Este 2026 – I

Nonostante un tempo che fino all’ultimo ha minacciato di far chiudere qualche capote, la giornata di sabato si è rivelata una splendida giornata primaverile sulle sponde del lago di Como, adatta ad accogliere le circa cinquanta vetture che anche quest’anno hanno sfilato sulla celeberrima terrazza. Abbiamo già dedicato alcuni articoli alle auto partecipanti e ai premi ottenuti, concentriamoci quindi sulle due vincitrici di queste giornate, mentre nel prossimo articolo tratteremmo delle auto più interessanti e delle nostra personale classifica.

Protagonista della giornata di sabato è stata sicuramente la Mercedes 300SL roadster, auto senza dubbio interessante, ma che a sorpresa è riuscita preferita dal pubblico, prevalendo anche sulla più blasonata sorella maggiore 540K Spezial coupe. L’auto, ottimamanete conservata e ben presentata con tanto di sci e catene montate, è risultata un po’ a sorpresa la vincitrice dell’evento, mentre grandissima sensazione ha generato la 250 GTO, per la quale si è riampita la terrazza stessa in occasione della parata e che mostra, nonostante il recente insuccesso economico all’asta di Mecum, come sia ancora salda nell’immaginario collettivo come l’auto d’epoca per antonomasia. Notevole anche il racconto del proprietario che, stuzzicato dal sempre ottimo Kidston, ha evidenziato come l’auto venga guidata il più possibile, pur sapendo di attrarre qualche attenzione, specialmemente sostando al Mcdrive…

Nella giornata di domenica lo show si è invece spostato a Villa Erba, incoronando col Trofeo BMW la spettacolare BMW 328 Bugelfalte, auto dalla storia eccezionale, anche per gli standard del Concorso. Si tratta infatti dell’unica 328 non carrozzata da Touring con carrozzeria speciale a prendere parte alla 1000 Miglia del 1940, contribuendo allo sfolgorante successo della BMW per quell’ultima edizione preguerra. E già questo basterebbe. Si aggiunga che durante la guerra venne assegnata ad Albert Speer, per poi essere requisita dai russi come riparazione danni, e quindi assegnata a Ivanovich Mikoyan, padre dei MIG sovietici. A metà anni ’60, a seguito delle numerose uscite notturne del figlio a bordo dell’auto, la povera BMW venne scambiata per una Lada, vettura senza dubbio meno adatta a questo genere di svaghi.
Una volta caduto il muro di Berlino, l’auto finì in una collezione americana e venne poi acquistata dall’attuale proprietario per circa 6 milioni di euro nel 2010.

Spiace che la proprietà ad Albert Speer- testimoniata eloquentemente dalle targhe d’epoca, con toppe nere di rigorre dove necessario, non sia stata evidenziata nella descrizione dell’auto, anche se è poi stata giustamente citata en passant da Kidston durante la parata. E’ utile ricordare infatti, come riportato nelle stesse Memorie del Terzo Reich di Speer, che fu a bordo di questa macchina che l’allora ministro visitava in notturna le fabbriche negli ultimi mesi di guerra per sincerarsi che non fosse applicato l’ordine della “terra bruciata” di Hitler, contribuendo in questo modo a salvare l’industria tedesca dal totale annientamento.

Il sabato a Villa Erba ha visto anche una grandissima affluenza di pubblico per l’evento Wheels & Weisswürscht, ormai in crescita costante e sempre più ricco di vetture interessanti portate direttamente dagli appassionati. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più positivi dell’intera manifestazione: accanto alle auto da decine di milioni di euro continuano a convivere youngtimer e sportive utilizzate rispettosamente ma senza troppi riguardi, in un clima molto più spontaneo rispetto alla rigidità quasi museale del concorso.

Proprio il successo di Wheels & Weisswürscht porta però inevitabilmente a una domanda: non è forse arrivato il momento di ripensare nuovamente gli spazi? La partecipazione cresce anno dopo anno e l’impressione è che l’evento stia ormai raggiungendo i limiti logistici dell’area attuale, specialmente alla luce degli ampi spazi utilizzati da BMW per le prorpie esposizioni. Un “problema” certamente positivo, ma che meriterebbe una riflessione per evitare che il successo finisca per penalizzare proprio quell’atmosfera rilassata e genuina che ne ha decretato la fortuna.

Per l’asta, invece, ci sarà modo di tornare nel prossimo articolo. Così come per FuoriConcorso, altra realtà ormai imprescindibile del weekend comasco, capace di trasformare per qualche giorno il lago nella capitale mondiale dell’automobile da collezione.


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