Il mondo del collezionismo automobilistico continua a evolversi e anche il prestigioso Salon Privé ne prende atto. L’edizione 2026 dell’evento britannico, in programma il 2 e 3 settembre nella suggestiva cornice di Blenheim Palace, introdurrà due nuove classi del Concours d’Elegance dedicate alle sportive contemporanee: Limited Production Supercars (1996-2026) e Hypercar Heaven (2005-2025).
La scelta riflette un cambiamento ormai evidente nel mercato, ampiamente sdoganato persino a Villa d’Este con la presenza, nell’edizione di quest’anno, di modelli come Pagani Zonda e Bugatti Veyron. Le hypercar non sono più considerate semplici auto estreme, ma autentiche pietre miliari dell’ingegneria automobilistica, degne fin da subito di essere protagoniste dei più prestigiosi Concours d’Elegance.
Pur non condividendo pienamente questa visione, accogliamo con piacere il fatto che un evento del calibro di Salon Privé — che già propone una giornata dedicata alle supercar, alla quale abbiamo partecipato lo scorso anno — abbia deciso di ampliare ulteriormente il proprio parco auto.
Il punto fondamentale, lo ribadiamo ancora una volta, è che questa evoluzione non avvenga a discapito delle automobili storiche. Con la giustificazione di un pubblico sempre più orientato verso le vetture moderne, esiste infatti il rischio concreto di sottrarre spazio e attenzione a quelle auto che rappresentano le radici della cultura automobilistica e che meritano di continuare a essere tutelate e celebrate nei grandi eventi internazionali, portando con sè un bagaglio di stile e artigianalità che è difficile individuare anche tra le più prestigiose creazioni contemporanee.
Tra le prime vetture confermate figurano una Ferrari Daytona SP3 appartenente al collezionista e pilota Paul Hogarth, oltre a una Pagani Utopia Roadster e al prototipo della Lamborghini Sián. Gli organizzatori si aspettano inoltre la presenza di esemplari iconici come Ferrari LaFerrari, McLaren P1 e Koenigsegg Jesko.
Con queste novità le classi del Concours salgono a tredici, confermando come il concetto stesso di auto da concorso stia cambiando, speriamo in meglio.
