La storia della Scuderia Serenissima

È curioso come la Storia si diverta a operare misteriosi scherzi nel suo lento scorrere, specialmente nel mondo delle auto. È in effetti incredibile pensare che la più importante scuderia privata italiana venne fondata da un cittadino dell’unica città italiana senza auto: Venezia. Ovviamente stiamo parlando della Scuderia Serenissima.

Il fondatore, il conte Giovanni Volpi di Misurata, è figlio del conte Giuseppe Volpi di Misurata, importante politico e industriale italiano della prima metà del secolo scorso, tra le altre cose governatore della Tripolitania, presidente di Confindustria, della Biennale, Ministro delle finanze e membro di spicco del cosiddetto gruppo veneziano. Inoltre fu il fondatore della mostra del cinema di Venezia: ancora oggi il premio per gli attori protagonisti porta il suo cognome. Quando il padre muore nel 1957 il Conte decide di dedicare parte del proprio patrimonio in un’attività che all’epoca era molto praticate da una parte dell’alta borghesia e della nobiltà: essere un gentleman driver. Tuttavia le sue aspirazioni non si fermavano lì, non bastava correre, occorreva fondate una propria scuderia privata. Memore delle proprio origini, la scuderia viene battezzata Serenissima, con il Leone Marciano come simbolo, ma fondata a Formigine, poco lontano Maranello nel 1960. Ovviamente la collocazione geografica non è un caso e la neonata scuderia lega immediatamente con la Ferrari diventandone uno dei migliori clienti, celebre la Testarossa del ’61 carrozzata da Fantuzzi, ora di proprietà di Ralph Lauren. Nel 1962 il Conte Volpi commissiona ben 2 GTO per la propria scuderia, tuttavia queste non verranno più consegnate a causa della famosa rivolta degli ingegneri in casa Ferrari. Infatti, dopo che il Drake decise di licenziare in tronco alcuni dei suoi migliori uomini -il motivo e i dettagli li lasciamo a un prossimo articolo- questi decisero di fondare la ATS, una effimera azienda specializzata nella costruzione di auto da corsa, finanziata appunto dal Conte. Puntando su di essa, in particolare su Giotto Bizzarrini che ne faceva parte, Volpi attira anche su di sé le ire di Enzo, che in nessun caso avrebbe perdonato un tradimento del genere: la collaborazione con Ferrari finisce all’improvviso.

Queste le basi della scuderia, almeno fino a quando si è limitata ad essere una utilizzatrice di auto prodotte da altri, vedremo nei prossimi articoli dedicati a questa incredibile avventura e al suo carismatico ideatore le vetture che sono state realizzate specificatamente per la Serenissima, non ultime le tre vetture battute a Retromobile all’inizio dell’anno. Inoltre un articolo a parte sarà dedicato all’associazione Scuderia Serenissima, che ha come obbiettivo quello di far rivivere questo magico nome come club di appassionati.
Ovviamente nella città più bella del mondo, dove se le auto non sono per strada lo sono certamente nella testa dei cittadini.


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