Alla sua prima edizione, l’Anantara Concorso Roma ha scelto una vincitrice che racconta molto più di un semplice esercizio di stile. Il Best in Show è stato assegnato alla Maserati V4 Sport Zagato, una delle espressioni più radicali dell’ingegneria italiana tra le due guerre. Non una scelta scontata, e proprio per questo significativa: premiare la V4 significa riportare al centro del discorso l’automobile come oggetto tecnico, prima ancora che estetico. E ci pare un buon inizio per un Concorso che nei prossimi anni potrebbe diventare un nuovo riferimento in Europa.
L’origine di un progetto estremo
La genesi della V4 risale alla fine degli anni Venti, in un contesto in cui la ricerca della velocità era ancora una frontiera aperta. In quegli anni Maserati, fondata dai fratelli Maserati e segnata dalla figura di Alfieri Maserati, sperimentava soluzioni fuori dagli schemi per competere con rivali sempre più strutturati.
La risposta fu tanto semplice quanto estrema: unire due motori otto cilindri in linea per ottenere un sedici cilindri. Il risultato fu un’unità da circa quattro litri, sovralimentata, capace di prestazioni straordinarie per l’epoca. Non si trattava solo di potenza, ma di un diverso approccio alla progettazione: invece di affinare un concetto esistente, si scelse di superarlo completamente per ottenere risultati altrimenti irrealizzabili.
La Maserati V4 fu infatti impiegata inizialmente come vettura da record. Nel 1930 raggiunse velocità superiori ai 240 km/h, un risultato che la collocava ai vertici assoluti della scena internazionale. In un periodo in cui aerodinamica e sicurezza erano ancora concetti in evoluzione, si trattava di numeri difficili da contestualizzare oggi.
Successivamente, il progetto evolse anche in configurazioni destinate alle competizioni su strada e circuito, tra cui la versione carrozzata da Zagato. Qui emerge un aspetto interessante: la necessità di rendere gestibile una meccanica così complessa portò a soluzioni che influenzarono anche il linguaggio stilistico. Le proporzioni allungate, il cofano dominante e la distribuzione dei volumi non erano scelte estetiche, ma conseguenze dirette della tecnica.
Un’estetica funzionale
La V4 Sport Zagato premiata a Roma non è un’auto che cerca equilibrio formale nel senso tradizionale. Le sue linee sono il risultato di vincoli tecnici stringenti: dimensioni del motore, necessità di raffreddamento, distribuzione dei pesi.
La giuria ha voluto premiare non solo la rarità del modello, ma il suo valore storico e ingegneristico. La V4 rappresenta un momento in cui l’automobile era ancora terreno di sperimentazione aperta, privo dei vincoli normativi e industriali che caratterizzano la produzione contemporanea e pertanto molto più libera. Anche di fallire come con questa, pur splendida, auto.
Maserati protagonista
L’edizione inaugurale dell’evento ha visto una presenza significativa di modelli Maserati, a testimonianza del ruolo del marchio nella storia dell’automobile sportiva. Accanto alla V4 erano presenti esemplari che coprono un arco temporale ampio, dalle prime vetture da competizione fino alle granturismo del secondo dopoguerra. Da segnalare sicuramente la nuova MCPura, ma anche il successo come miglior interno del prototipo firmato Vignale della 3500 GT Cabrio.
Ecco di seguito i risultati classe per classe:
Best of Show
- Best of Show: 1932 Maserati V4 Sport Zagato – Lawrence Auriana
- Classe I – Zagato anteguerra: 1932 Maserati V4 Sport Zagato
- Classe II – Alfa 8C: 1933 Alfa Romeo 8C 2300 Cabriolet Castagna
- Classe III – Alfa 6C 2300: 1935 Alfa Romeo 6C 2300 GT Pescara Spider Touring
- Classe IV – Coupé primo dopoguerra: 1949 Alfa Romeo 6C 2500 SS Berlinetta Pinin Farina
- Classe V – Barchette Ferrari: 1951 Ferrari 340 America Barchetta Touring
- Classe VI – Aperte dopoguerra: 1955 Lancia Aurelia B24 Spider Pinin Farina
- Classe VII – Granturismo di Modena: 1955 Ferrari 375 MM Coupé Speciale Ghia
- Classe VIII – Zagato leggere: 1966 Alfa Romeo Giulia TZ2
- Classe IX – Berlinette Ferrari: 1965 Ferrari 275 GTB
- Classe X – Spyder Maserati: 1959 Maserati 3500 GT Vignale Spider prototipo
- Classe XI – Spider Ferrari: 1986 Ferrari Testarossa Spider
- Classe XIII – Ferrari eleganti: 1965 Ferrari 500 Superfast
- Classe XIV – GT anni Settanta: 1968 Lamborghini Miura P400
- Classe XV – Sportive anni ’80-’90: 1993 Bugatti EB110 GT
- Miglior interno (Schedoni): 1959 Maserati 3500 GT Vignale Spider prototipo
- Miglior restauro (RM Sotheby’s): 1954 Fiat 8V
- Vettura di Cinecittà: 1968 Lamborghini Miura P400
- Lifetime Achievement Award: Paul Russel
- Premio Presidente della Giuria: 1929 Alfa Romeo 6C 1750 Sport Zag
