Un’Alfa a Mantova

Se si elencassero le grandi case automobilistiche in ordine di importanza -sia storica che sportiva- tra le prime figurerebbe senza dubbio Alfa Romeo. Il produttore milanese, nel corso della sua centenaria carriera, ha donato al mondo alcune tra le auto più belle che siano mai state realizzate, posizionandosi tra i pochi produttori che possono vantare una storia eccezionale prima e dopo la seconda guerra mondiale. Ma oggi non tratteremo dell’affascinante e gloriosa storia del Biscione, ci concentreremo invece su una piccola vettura prodotta alla fine degli anni ’30, in un periodo in cui fioccavano innovazioni tecniche e stilistiche nel mondo delle auto di lusso e da corsa, con l’Alfa in prima fila durante questo processo, accanto a Bugatti, Mercedes, Autounion e poche altre.

IMG_1873Tra tutte le auto del Biscione che quest’anno hanno preso parte al Gran Premio Nuvolari ci preme di parlare di una vettura in particolare, un bellissimo esemplare di 6C 2500 SS Corsa. Nonostante le versioni speciali realizzate da grandi carrozzieri siano solitamente appannaggio della mitica 8C, alcune sei cilindri si sono potute fregiare di carrozzeria più o meno originali e innovative: dalle imponenti Berlinette Touring ai classici Roadster Zagato. Questo esemplare in particolare ha potuto contare su un’agilissima carrozzeria Roadster realizzata dal sopracitato Touring, quasi del tutto simile a quella che ha adornato l’8C vincitrice della millemiglia nel 1938 e 1939.

Il corpo filante, i parafanghi avvolgenti, rigidi e dinamici insieme, donano alla vettura un aspetto estremamente corsaiolo senza però sembrare una spericolata vettura da GP; la capacità nel realizzare un’auto adatta all’uso sulle sconnesse strade dell’epoca era una componente decisiva per determinare la qualità di un grande carrozziere, e Touring eccelleva in questo. La primordiale aerodinamica adottata come soluzione stilistica dal carrozziere si pensi alle sopracitate Berlinette, o ai magnifici Roadster su base 2900B, unita alla celebre architettura superleggera, ha permesso alle vetture Alfa Romeo di eccellere in ogni tipologia di corsa. Senza dubbio fu più la leggerezza che l’aerodinamica a permettere a queste auto d’imporsi sulla scena sportiva, ma è indubbio che un certo modo di intendere il design dell’auto da corsa ha permesso, negli anni ’30, la nascita di uno stile che mirava, per fare andare più veloci le auto, a far sembrare che dovessero andare più veloci. In altre parole, le auto da corsa sembravano correre anche da ferme, sembravano inarrestabili bolidi che non potevano che essere messe su pista o lanciate per strada. Questo non vale solo per Alfa Romeo e Touring, ovviamente, e nemmeno solo per le auto da competizione, ma in generale per tutte le sportive al vertice, basti pensare alla celeberrima Bugatti Atlantic, alla Delahaye 135 s carrozzata da Figoni o alla magnifica Delage 120s Pourtout Aerosport coupé. Auto che lasciano il segno.

IMG_1874Ammirata la superficie, passiamo alla profondità della vettura, al suo bel motore otto cilindri in linea da 2500 cm -la fantasia era una dote esclusiva dei carrozzieri- capace di sviluppare la potenza di 126 cv a circa 4.750 giri. Sufficienti per lanciare questa vettura oltre i 200 km/h, e renderla una delle più veloci auto da strada della sua epoca. Probabilmente anche una delle più competitive, dato che la più veloce otto cilindri pativa l’elevato peso del motore e la maggior lunghezza del telaio: come agilità la 6C la batteva facilmente. L’elevata tecnologia non bastò però all’auto per imporsi nel panorama sportivo europeo e la 8C 2900 -specialmente nella configurazione 2900B- rimase il modello di punta.

Con la vittoria della 8C 2900B nella Millemiglia del ’38 diviene celebre la carrozzeria torpedo di Touring, soprannominata proprio MM Spider in onore della competizione a cui era destinata. È una carrozzeria del tutto simile quella che ritroviamo sulla bellissima 2500 SS Corsa del 1937 in competizione al GP Nuvolari, in un bel rosso corsa e con una orgogliosa partecipazione alla 1000miglia del 2011 ancora sul cofano. Un esemplare veramente bellissimo. Uno di quelli che, come accennato sopra, sembra muoversi da fermo, sembra scalpitare per passare sfrecciando davanti al castello, correre a fianco al Mincio e immettersi nelle stradine italiane alla volta di Rimini. Non molto tempo dopo è esattamente quel che fa.

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