Sebbene sia fuori dal nostro solito perimetro, l’erede della Ypsilon ci interessa molto, non solo perché qualunque cosa riguardi Lancia, sebbene solitamente non siano buone notizie, ci fa sperare in un glorioso ritorno del marchio, ma anche perché si tratta di un progetto che ci aveva in un primo tempo lasciati sgomenti.

L’ultima concept presentata, la Pu+Ra HPE di aprile, era quantomeno difficile da descrivere a parole: un insieme di forme e colori e pretese molto difficili da conciliare tra loro, soprattutto dopo dieci anni di produzione esclusiva della Ypsilon. Del resto, è stato più volte chiarito che il nuovo modello dovrebbe rompere con il passato e preparare il terreno per la Flavia nel 2026 e la Delta nel 2028, ma farlo mostrando un nuvola di acciaio e sostenendo che si tratti dell’anima Lancia è stato piuttosto azzardato. Più prosaicamente, al prossimo modello sarà affidato il ruolo di presentare i due concetti cardine del nuovo corso elettrificato di Lancia.

Il primo, il concetto di home feeling, ha per scopo di creare un ambiente sempre più simile al salotto di casa -per preparare alla guida autonomia nel lungo periodo o per allietare l’attesa alla colonnina?- e per realizzarlo la collaborazione scelta è stata niente meno che con Cassina, un bel salotto, dunque. Per ora si può vedere solo il tavolino al centro della consolle, con stampigliato il numero dell’esemplare rispetto alle 1906 vetture che verranno prodotte in questa prima edizione.

Il secondo, l’assistenza alla guida del progetto SALA, che sarebbe la declinazione per Lancia di Camaleon l’intelligenza artificiale del gruppo. Per ora le possibilità saranno piuttosto limitate, coinvolgendo principalmente le luci e l’atmosfera dell’abitacolo, ma potrebbe anche queste essere un primo -primissimo- passo verso la guida autonoma.

Insomma, per ora nulla di sconvolgente ma neanche di drammatico, sarà interessante vedere l’esterno della macchina, se in linea con il più recente concept o più tradizionalista. La presentazione sarà probabilmente prevista per l’inizio dell’anno prossimo, incrociamo le dita


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