Tempo finalmente splendido per l’edizione 2026 di The I.C.E. St. Moritz, e non è un dettaglio da poco. Dopo edizioni segnate da neve, vento e vere e proprie odissee alpine, il lago ghiacciato dell’Engadina si è presentato nelle condizioni ideali, regalando uno scenario quasi “da brochure”.
La partecipazione del pubblico è stata buona, volutamente inferiore rispetto agli anni precedenti, ma comunque in grado id mandare in tilt la mobilità cittadina .Rimangono infatti alcune criticità, soprattutto sul fronte della mobilità prima e dopo l’evento. L’accesso a St. Moritz continua a essere un banco di prova per la pazienza degli appassionati, e anche la gestione dei flussi in uscita lascia margini di miglioramento. Detto questo, è altrettanto evidente come la città stia lavorando per trasformare The I.C.E. in qualcosa di più di un semplice concorso sul lago: una vera giornata dedicata all’automobile a 360 gradi, diffusa tra lago, centro e location iconiche.
Sul fronte delle auto, pochi dubbi sul verdetto finale. A vincere, giustamente, è stata la Talbot-Lago T150C SS Figoni & Falaschi, uno dei capolavori assoluti dell’aerodinamica prebellica e della carrozzeria francese d’autore. Un’auto che non si è limitata a incantare da ferma, ma che ha dato ottima prova di sé anche in pista, arrivando persino a tallonare e superare una Ferrari F50 tra gli applausi della folla.
Dopo la proclamazione, la Talbot-Lago è stata esposta di fronte al Badrutt’s Palace Hotel, sottolineando ancora una volta il legame strettissimo tra l’evento, l’hotel iconico e la città stessa. Un triangolo ormai inscindibile, che contribuisce a definire l’identità visiva e narrativa di The I.C.E.
Un giro nel centro del paese ha poi permesso di apprezzare gli spazi espositivi collaterali, sempre più centrali nell’economia della manifestazione. In particolare il salotto Pagani, con l’esposizione di due Huayra, ha attirato un pubblico curioso e trasversale, mentre lo spazio Ferrari al Kulm Country Club ha messo in scena una vera pletora di Purosangue, affiancate da diverse supercar di Maranello, tra cui una spettacolare Daytona SP3. Una presenza imponente, forse persino eccessiva, ma perfettamente coerente con l’idea di St. Moritz come vetrina del lusso automobilistico contemporaneo.
In definitiva, The I.C.E. 2026 si conferma un evento affascinante e in crescita concettuale, anche se non privo di contraddizioni. Il sole ha fatto la sua parte, le auto anche. Ora tocca all’organizzazione completare l’opera, migliorando un prodotto già affermato ma con ancora una lunga strada per maturare.



