All’asta in programma per il prossimo 26 ottobre di RM Sotheby’s non mancheranno certo auto particolari: Lamborghini, Horch, Maybach, e ovviamente questa splendida Mercedes 500K. La prima vettura cui vogliamo dedicare un articolo è anche quella con la storia più prestigiosa, essendo appartenuta a uno dei maggiori piloti d’anteguerra.
Nel 1926, il giovane Caracciola, tedesco di ascendenza italiane, si trovava a lavorare per la Mercedes-Benz a Dresda, principalmente occupandosi della vendita di auto. Sapendo di poter fare di più, chiede all’azienda di fornirgli una vettura per partecipare al primo Gran Premio di Germania. Erano altri anni, e l’azienda accetta. La pioggia era così intensa che molti piloti si schiantarono e diversi perirono, ma il tempo avverso non lascia scoraggiare Caracciola che vince la gara meritandosi l’appellativo di Regenmeister.
Entro il 1935, era diventato il re indiscusso del circuito, il primo non italiano a trionfare alla Mille Miglia e il cuore pulsante del team Mercedes-Benz. Dietro al volante delle iconiche “Frecce d’Argento”, accumulò sei vittorie al Gran Premio di Germania – un record ancora imbattuto – oltre a dominare i Campionati Europei di guida e di salita. Nel gennaio 1938 raggiunse i 432,7 km/h su una delle primissime autobahn -nella stessa occasione morì su un’Autounion l’altro celebre pilota tedesco: Bernd Rosemeyer- stabilendo un record su strade pubbliche che è stato superato solo pochi anni fa.
È dunque naturale che Mercedes-Benz, per omaggiare questo campione, gli costruisse un’auto su misura, un gioiello unico basato su uno dei loro telai sovralimentati più potenti. Elegante e imponente, con una carrozzeria dalla linea lunga e sinuosa che riprende quella della spezial roadster ma senza le pesanti cromature, questa vettura sembrava più una macchina da corsa con un tetto che un’auto stradale. Non un capolavoro di eleganza, ma perfetta per un uomo come Caracciola: possente, inconfondibile, ma con un tocco di finezza.
L’auto divenne parte integrante della sua leggenda. Caracciola la usò per anni, partecipando a eventi in tutta Europa, facendosi notare ovunque andasse. Poi, come spesso accade con i tesori più preziosi, la vettura sparì. Finì in mani incerte, forse addirittura in Etiopia, nascosta sotto teli e pile di letame. Solo negli anni ’60, dopo essere stata miracolosamente riscoperta, l’auto riemerse per essere completamente restaurata.
E così, da lì, iniziò una seconda vita per questa straordinaria 500 K. Partecipando ai concorsi d’eleganza più prestigiosi, incluso Pebble Beach, è diventata una delle auto più ammirate sulla scena automobilistica d’epoca. Salvo poi scomparire nuovamente. Rudi Klein, l’uomo che l’aveva acquistata nel 1979, la nascose in un capannone, lontana dagli occhi curiosi. Per oltre quattro decenni, la 500 K rimase lì, avvolta nella polvere e nel mistero, tanto da attirare perfino gli sguardi di giornalisti e collezionisti di tutto il mondo, che venivano invariabilmente respinti, fino all’ultimo tentativo di RmSotheby’s.
L’auto non si trova in cattive condizioni, soprattutto se paragonata a certi cadaveri della collezione Klein, ma sicuramente sarà necessario un bel restauro alla parte meccanica, oltre a un’approfondita spolverata, per riportarla in condizioni d’uso. La stima, siamo tra i quattro e i sei milioni, risulta più bassa rispetto a quella di una Spezial Roadster, ma comunque ben al di sopra di una carrozzeria normale.



