Come spesso accade, la realtà ha superato la fantasia. Sapevamo che la saga per il nuovo corso di Lancia sarebbe stata lunga e interessante, ma che il prototipo potesse finire in un laghetto francese, superava i limiti della nostra pur fervida immaginazione.
Cerchiamo di andare con ordine e per cose certe, mente si sta ancora cercando di fare chiarezza su tutta la vicenda. Mentre Lancia sta ufficialmente svelando un dettaglio alla volta della nuova citycar, con un teaser uscito giusto in giornata, sembrerebbe che la squadra pompieri di Montbéliard abbia recuperato in un canale, poco distante dalla fabbrica Stellantis di Sochaux, una vettura bianca non meglio identificata, il cui badge sul montante C lascia però ben pochi dubbi riguardo la marca.

La polizia, intervenuta anch’essa sul luogo, non ha confermato che si sia trattato di un furto finito male, ma ad ora appare lo scenario più probabile, per quanto curioso, chi infatti rivenderebbe un prototipo? L’alternativa sarebbe un furto su commissione, organizzato da un collezionista sfegatato che la voleva in garage prima di tutti gli altri. Anch’essa poco credibile.
L’altra eventualità sarebbe ovviamente un test finito male, molto male. Poco probabile visto il fatto che la segnalazione alla polizia fosse stata data da un passante in mattinata, senza che fosse coinvolto personale di Stellantis.
Tertium non datur, a meno che non si ammetta che Lancia possa aver organizzato il tutto come guerrila merketing estremo, il che sarebbe davvero incredibile e poco in linea col rilascio quasi contestuale del dettaglio dei fari anteriori, tra l’altro poco visibili dalle foto.
Chiudiamo ricordando altre due celebri auto, entrambe Bugatti, finite a mollo in un lago.
La prima è la Veyron che una decina di anni fa fece il giro del mondo, con tanto di video youtube, riuscendo a sbandare su un rettilineo a bassa velocità e a finire in un lago poco profondo, guidata da un distrattissimo proprietario.
In realtà col tempo sembra che non fosse affatto distratto il proprietario e che anzi il piano fosse già stato progettato, assicurando l’auto, valutata circa un milione di dollari, per il doppio. Incredibilmente, questo era il secondo tentativo dell’intraprendente proprietario, che aveva già tentato di farsi rubare l’auto. Che avrebbe detto Le Patron di clienti del genere?
La seconda è ovviamente la famosa T22 Brescia del 1925, recuperata dal fondo del Lago Maggiore nel 2008 e poi acquistata da Peter Mullin. Vale la pena ricordarne brevemente la storia: l’auto apparteneva al celebre pilota Dreyfus che la perse nel 1934 durante una memorabile partita a poker con lo svizzero Adalbert Bodé.
Alla partita doveva partecipare anche qualcun altro, perché sembra che Bodé stesso non avesse con sé un soldo al momento del ritorno in patria e che dunque non potesse pagare i dazi per l’importazione del veicolo. Decise quindi di abbandonare l’auto alla frontiera, lasciandola ai ligissimi doganieri che, non sapendo che farsene, la fecero scivolare tra le acque del lago maggiore.
All’improvviso la storia di Lancia sembra un banalissimo incidente.

