MIMO 2023

L’edizione 2023 del MIMO si è conclusa con un’affluenza di circa 60.000 persone, superando ogni aspettativa. Nonostante questo, si fa ancora fatica a capire cosa il MIMO sia: non è un salone e neanche un raduno, sembra più un intelligente contenitore di tutto quello che è automobilistico. Molte supercar, qualche auto d’epoca, competizioni in pista, parate e ingresso gratuito; non tantissimo ma un po’ per tutti i gusti, e ovviamente entrata gratis. La ricetta vincente del MIMO sembra essere proprio essere la sua flessibilità.

Unica nota negativa, la temperatura. Se la macchina segnava i 37°, la superficie del paddock era ben più alta sotto il sole di giugno. Ci chiediamo quindi se, nelle prossime edizioni, non sia il caso di sfruttare anche l’immenso verde disponibile all’interno dello stesso autodromo.

Il presidente Andrea Levy ha sottolineato come si stiano già muovendo per l’edizione 2004, a sottolineare un’attenzione al miglioramento che non può che essere di buon auspicio per gli anni futuri, speriamo quindi di vedere un evento in continua crescita.

Passiamo quindi a qualche auto che abbia arricchito le giornate al MIMO, in cui, come detto, non sono mancate mai le supercar. La fondazione Gino Macaluso ha portato due magnifiche Lancia che, insieme alle auto portate dalla Scuderia del Portello, hanno notevolmente arricchito l’evento.

Notevoli anche la Lotus Evijia -anche se Chapman si starebbe rivoltando nella tomba- e la De Tomaso P72, sicuramente la più belle tra i molti costruttori che vorrebbero essere Pagani o Koenigsegg. Interessante anche la Grassi 044S, ennesimo omaggio alla Delta Stradale, ma con un approccio più radicale rispetto alle precedenti restomod.

Tra passato e futuro. Al MIMO è stato possibile ammirare davvero di tutto, dalla Cayenne cingolata alla nova Mole Urbana, quasi definitiva, passando per la bellissima one-off Porsche Moncenisio e l’appena proposta Aehra Berlina.


Lascia un commento